venerdì 18 settembre 2009

Carissime Amiche

Non avete capito un cazzo.
Oh sono certa che tra poco mi pentirò tantissimo di ciò che sto scrivendo, perché non dovrei farlo visto che non sono lucida e stanotte non ho chiuso occhio e sono in uno di quei giorni storti in cui non ho fame (brutto segno) non ho forza per incazzami con i miei (bruttissimo segno) e non riesco a fare altro che ascoltare musica emo con lo sguardo perso nel vuoto. Ma quante probabilità ci sono che lo veniate a sapere?
Il punto era che mi avete fatto girare le palle. Una di voi in particolare. Ma questa è un’altra storia. Mi girano le palle perché odio forzarvi a fare cose che non avete voglia di fare. Ed è ovvio che questa cena di ritrovo prima della mia partenza non s’ha da fare. Quello che non avete capito è che se non s’ha da fare non è colpa mia: a me piacerebbe tantissimo rivederci tutte insieme, magiare ridere e divertirci … ma ogni volta che ne parlo voi fate la faccia da “fai come vuoi”. Io?! Ma quando mai io ho deciso qualcosa in questo gruppo?! Anche questa volta non dipende assolutamente da me: siete voi che avete da fare, voi che dovreste avere voglia di salutare un’amica che parte, non dovrei essere neanche io a chiedervelo. Esempio: Lorena mi ha salutato due volte e forse ci rivedremo ancora, Roberta mi smessaggia anche se è impegnatissima a più di 200 chilometri da me, Chiara si è preoccupata di trovare lei un giorno in cui potessimo incontrarci e Giulia che neanche ve lo dico quello che sta passando non ha faticato a trovare un po di tempo per me. Ma io non mi sogno nemmeno di chiedere qualcosa del genere! Mi basterebbe solo che la smetteste di guardarmi come se fossi un alieno quando vi dico che sono a pezzi e che mi diceste che ci tenete un minimo a vedermi partire felice. La cosa peggiore è che non posso avercela con voi perchè è tutta colpa mia: sto raccogliendo quello che ho seminato. Da quando ci conosciamo mi sono appoggiata a voi in maniera molto opportunista, solo quando ne avevo più bisogno, quando invece non mi andava non mi sono mai fatta molti problemi a dirvelo. Credo che abbiate conosciuto sempre una parte molto scostante di me… e mi dispiace. So che suona molto ipocrita visto che lo sto dicendo ora che è troppo tardi ma mi è sempre dispiaciuto un sacco che sia andata così. Il fatto è che non abbiamo mai avuto molto in comune, io e voi. A parte interessi e hobby che è naturale che siano diversi, io non sono in grado di seguirvi quando fate dei commenti sulla gente della nostra città… perché non ho proprio idea di chi siano! Lo sapete che è come se non avessi vissuto qui con voi… anzi è come se non avessi vissuto affatto. Può sembrare solo una scusa stupida ma ¾ dei discorsi che fate riguarda gente di Tole, e mi ha sempre preoccupato molto avere tutti questi limiti nel parlare, che si aggiungono a quelli naturali del mio carattere. Vi confesso che solo quando sono con voi, tiro ancora fuori da chissà dove quel giochetto idiota che avevo iniziato alle medie, quando mi avevano fatto notare che parlavo troppo poco. Il gioco consiste nel contare mentalmente tutti i miei interventi nei vostri discorsi in base ad un punteggio: intervento a proposito: 1 punto, intervento al quale rispondete: 2 punti, intervento che vi fa ridere: 3 punti, intervento che cade nel vuoto: -1 punto, intervento detto balbettando: -2 punti etc etc… Bhe non è un giochetto idiota come sembra, perché col passare degli anni il punteggio a fine serata è visibilmente aumentato e credo che significhi che sto migliorando come essere sociale, anche se forse il processo è troppo lento perché voi possiate notare qualcosa. Però dovreste aver notato che ultimamente esco con voi tutte le volte che posso, cioè quasi ogni volta che me lo chiedete (a meno che io non abbia un esame a breve). E non è che mi diverta poi molto a fare quello che piace a voi, e ad andare dove volete voi, ma a me sta bene anche solo per stare insieme. E poi c’è la questione dei trasporti: anche se non mi andasse bene non mi lamenterei mai perché siete voi che mi portate a spasso e lo so che ogni volta è una gran scocciatura e sono ancora incredula perché vi limitate a farmelo pesare solo ogni tanto. Ed è davvero davvero molto ipocrita da dire… ma se ci pensate… io non ho mai detto a nessuno di voi “ehi stasera usciamo, passami a prendere”. Però è vero che non ho mai fatto niente per evitarlo… la differenza sostanziale per me sta nel fatto che mi rimetto alla vostra coscienza: mi va di stare anche con Chiara, ok, la passo a prendere; se non mi va no. Ve l’ho detto, non mi piace spingervi a fare le cose. Poi ogni tanto magari ci resto un po male quando parlate di quanto vi siete divertite quella sera… che io magari ero a casa ad annoiarmi davanti al computer perché non sapevo che uscivate. Ci resto male ma è giusto e lo capisco, è l’ovvia conseguenza del modo in cui ho scelto di comportarmi. Invece non capisco quando vorreste farmi fare qualcosa. Ad esempio se mi offri da bere: “Grazie, ma non devi… dai il mio lo pago io… uffa! Ok se ci tieni…” Ecco, più di questo non posso dirti. Non puoi forzarmi a ripagarti da bere: non te l’ho chiesto io, l’hai fatto di testa tua, nessuno ti ha costretto. Ieri quando ho detto che se avremmo fatto la cena vi avrei pagato le bevute l’ho fatto solo perché sapevo che era quello che volevate sentirvi dire. Ma non è qualcosa che mi fa sentire fiera, per me è un gesto vuoto, un rito di cui non colgo il senso. Ma non è meglio che, quando sarò in Svervegia, mi metto di impegno e vi cerco un regalo? Non è qualcosa di più personale, di più costoso e che richiede più impegno? Non vi farebbe riflettere sul fatto che io là pensavo a voi? Non sarebbe un modo più carino per sdebitarmi dei passaggi? Sapete che vi dico? Io domenica ve la butto là così e poi se vi sta bene ok, se invece non vi sta bene per favore aspettate almeno che io non ci sia prima di lanciarvi occhiate scocciate.

sabato 5 settembre 2009

Sogni in full HD

Siamo in una radura circondata da un boschetto, l'erba verdissima è coperta di fiori mossi da un vento leggero in una stupenda giornata di primavera, ed una ragazzina sta giocando con il suo compagno di sempre: un grande cane-volpe-lupo dal pelo bianco e lunghissimo e caldi occhi dorati. Poi all'improvviso qualcosa ne sogno si spezza, il cielo si riempie di nuvole scure e la bambina in lacrime abbaraccia il suo compagno di giochi, piangendo mentre accarezza il pelo morbidissimo: "ti prego, non adare via, non lasciarmi qui da sola!". Ed il lupo volta lentamente il muso verso di lei e la guarda negli occhi... a quel punto tuto si riempie di luce ed il grane cane-volpe-lupo si trasforma in uno stupendo principe dai lunghi capelli bianchi e gli occhi dorati, che prende dolcemente per mano la ragazza, tornata sorridente: " Vieni con me". Ed i due si allontanano verso il boschetto, insieme, felici, in una stupenda giornata di primavera.

Il mio sogno finisce qui. Ma la loro storia continua: naturalmente siamo in Giappone, molto molto tempo fa, (all'epoca in cui gli animali mitici esistevano e naturalmente potevano assumere la forma che volevano) e la ragazzina resterà sempre con il suo principe e quando avrà compiuto 18 anni lui (che non invecchia, è uno youkai) la renderà immortale per averla sempre con se. Naturalmente tutto questo era sottointeso, nel sogno. Che poi, tra l'altro, sto sogno potrebbe essere uno spinn-off di Inuyasha: tutto quello che non è stato detto del rapporto Rin-Sesshomaru. Solo che il mio principe-lupo non è frigido e scorbutico come Sesshomaru e che la ragazzina è più grande, più graziosa e meno idiota di Rin. E naturalmente non avranno nomi cretini come questi! Lui potrebbe chiamarsi Howl (che significa "ululato") e lei con un nome importante, di quelli che iniziano con la "e" tipo Eleonore (o_O Eleonora?! ma cavoli, perchè non mi ricordo mai che questo nome mi sta sul cazzo?!... vabbè, tanto si legge "ilianor"). Però effettivamente... siamo in Giappone ^.^". Quindi è più probabile che lui si chiami Kiuubi-san e lei Midori-chan. L'unica cosa che mi dispiace è che non riesco a immaginare altro sulla loro storia: gli altri personaggi, i pericoli a cui andranno in contro, gli anni prima del loro incontro etc... però sono certa del fatto che resteranno l'uno accanto all'altra, fino alla fine. Romantico, no?

martedì 25 agosto 2009

Manuale di sopravvivenza per giovani sfigati

La parola all'esperta, la "da-2-decenni-sfigata" sottoscritta.
Questo è un corso rapido di non-vita: come lasciarsi vivere nuotando nell'insoddisfazione che la vita da sfigati ci impone.
Il primo passo è riconoscere la propria sfigatezza: andate davanti allo specchio più vicino, guardatevi negli occhi e ripetete ad alta voce: "ebbene si, sono sfigato". Questo semplice gesto vi renderà coscienti dei vostri limiti, delle cose che non potrete mai fare ne avere, dell'impossibilità di realizzarvi in qualunque campo e di quanto sia inutile ogni tentativo di resistenza ad un destino già segnato. In poche parole ciò vi aprirà gli occhi su quanto siete cojoni.
Il secondo passo è riconoscersi in una di queste categorie di outsiders:


  • sfigato semplice: appartieni a questa categoria se: non hai progetti, non hai aspirazioni non hai passioni,non ti piace la musica e ascolti quello che capita, credi che il problema non sei tu, ma tutti gli altri, credi di essere solo poco portato per lo sport e non che la tua imbranataggine sia un pericolo per la comunità, non hai cura nel vestire, nel mangiare e si, neanche nel lavati (per non parlare dei capelli), l'ultima volta che sei uscito a divertirti la Montalcini era una ragazzina e ciliegina sulla torta, studi un sacco senza risultati. Non hai alcun ascendente su persone dell'altro sesso, meno che mai su quelle del tuo sesso, nei discorsi tra persone normali fatichi ad inserirti e quando si parla della vita del tuo paese pensi "ma è lo stesso posto dove vivo io?"
  • nerd: sei nerd se: ti piacciono le materie scientifiche e ti esprimi in linguaggio tecnico anche per dire " mamma è pronto pranzo?" inoltre te ne vai in giro parlando in codice con i tuoi amichetti altrettanto sfigatelli, porti gli occhiali spessi tre dita, sai tutto di giochi di ruolo e di serie come Star Trek, passi la tua vita al computer o davanti alla tv, quando vedi una/o ragazza/o vero ti imbarazzi e non sai da che parte cominciare. Manco a dirlo, a scuola non avevi amici ed eri il personaggio più inquietante della classe.
  • otaku: sei otaku se: collezioni fumetti, episodi di anime, action figures e pupazzetti di ogni tipo (con i quali giochi quando nessuno ti guarda). Sei il tipo di sfigato più viscido e saccente che possa esitere, sempre a discutere di cose come alta qualità e dettagli tecnici, ed il mondo ti sembra vuoto senza ragazzine in giro con la minigonna a pieghe e robottoni giganti con armi atomiche. Te le ragazze/i veri non hai neanche idea di come siano fatti.
  • hikkikomori: sei un perfetto eremita se: la luce naturale ti acceca, gli spazi aperti ti danno la nausea, la folla ti terrorizza, il contatto con altri esseri umani ti fa schifo e naturalmente sono anni che non esci di casa. Neanche per fare la spesa. o per sgranchire le gambe (infatti sei grasso da far schifo) insomma vivi sulle spalle dei tuoi che ti sfamano a sbafo e te ne stai sempre nello stesso pigiama puzzolente. Il tuo unico lato positivo è che internet non ha segreti per te (dovrai pure passarlo il tempo in qualche modo, no?) ci compri la roba, ci parli con la gente... ci fai anche altra roba che è meglio non statre a discutere...
Naturalmente queste sono esagerazioni... ma non pensare di essere normale solo perchè il tuo comportamenteo non è così estremo! TOGLITELO DALLA TESTA. Tu non sarai mai normale. MAI! Ed ora passiamo al passo successivo: definire una strategia di vita. Insomma come conservare la propria dignità di esseri umani in mezzo a tanta sfiga.
Ma la sapete una cosa? credo di essere la persona meno adatta a teorizzare una "way out". No davvero, non ho proprio idea di come si faccia a conviverci. Un esempio? Oggi dopo due anni che il mio autobus si ferma in una piazzola a Muccia per la merenda (eh si, pausa merenda, embè?!) dove si possono trovare un Hotel e a 20 metri un bar, io naturalmente mi dirigo diretta e convinta verso l'ingresso dell'Hotel, invece che verso il bar. Dopo un pò che camminavo ho finalmente capito che qualcosa nn andava (in effetti non si vedono molti bar con moquette e abat-jour alle pareti). Vallo a spiegare un pò te alla receptionist che vuoi un ghiacciolo!. Per fortuna sono uscita prima dello spiacevole inconveniente (ed ho anche fatto in tempo a controllare con sguardo furtivo che nn ci fosse nessuno che si stesse facendo una risata). Insomma questo esempio per tornare al discorso "come faccio ad uscirne se ce l'ho così dentro da sempre?". Credo di esserci nata così imbranata e, a questo punto, anche un pò tocca. Non so vestirmi cone si conviene alla mia età. Provo piacere nella lettura di libri e fumetti sfigatelli, disegno pupazzetti sfigatelli, guardo cartoni animati sfigatelli e nella mia serie tv preferita ci sono vampiri, cimiteri e paletti. Preferisco mille volte stare in loro compagnia, immergermici completamente e non fare caso più a niente piuttosto che passare la giornata come fa la gente normale. Frequentare i posti dove solitamente vanno i ragazzi qualunque mi deprime, il mio paese natale mi fa schifo e odio tutta la popolazione mondiale che abbia meno di 17 anni e più di 26. Di amica che mi consideri tale senza mezzi termini ne ho una sola (credo) e di ragazzi neanche l'ombra. Ma che dico l'ombra, neanche il sentore. Neanche un lontano ricordo, neanche ... neanche (eh shi shi simo capito, c'è la crisi). Questo fa di me un misto terrificante di tutte le categorie sopra descritte. Insomma tornando ad un discorso più generale, quando si ha sempre vissuto così, ormai non si crede più nel cambiamento: non ho più fiducia nella possibilità che un giorno io possa avere una vita viva, una vita vera, piena, felice, assolata e normale.
Ma poi, me lo dite cos'è che vi rende tanto normali? voi personaggi piatti che avete tutto o non avete niente e state bene così. Non ho davvero idea di come facciate ad essere tanto semplici. Vuol dire che per stare bene con se stessi e con gli altri la soluzione è non pensare?
Non credo sia poi tanto "normale".








lunedì 10 agosto 2009

letture pretenziose


Ho una marea di cosine da raccontare. Ok però adesso non iniziamo a scrivere di quelle solite robe pallose. Tipo che Nonno Cola e l'allegra famigliola ha sconfinato e li hanno avvistati al di qua delle montagne. Ma ti rendi conto? Nella mia stessa provincia! prima o poi me li ritroverò a fare la loro anoressica spesa al Cityper! Nuoooo, organizziamo le ronde a difesa dei nostri supermercati!
Ma visto che non volevo parlarvi di queste cose, non vi dirò di quanto sono stata felice di non esserci andata anche io e di non essermi ritrovata li con loro, perchè naturalmente era già stato tutto previsto e calcolato. U.U
Si mi sono risparmiata un'altra di quelle fughe imbarazzanti del tipo "un attimo c'è e l'attimo dopo"... si sta ammazzando su per le scale di casa...
Invece vi parlerò di un problema. Uno di quelli seri, non come questi odi immaginari tardo-(molto tardo)-adolescenziali. Bene, il problema è, che io non so leggere. Del tipo, oggi ho letto "la ragazza dell Sputnik" in due ore. Naturalmente non ci ho capito una sega. E a breve dovrò rileggerlo perchè non mi ricorderò neanche di che parla. Ora, io non leggo molto veloce. Come tutto ciò che mi rigurda, anche la mia velocità di lettura è perfettamente nella media, niente di speciale, davvero. Il problema è che quando una storia mi prende (e tutte le storie mi prendono... se escludiamo qualsiasi libro serio) non riesco a leggere le parti descrittive, vado subito a cercare i dialoghi e leggo giusto lo stretto indispensabile per poter seguire la trama. I miei occhi sono così allenati nel "salto della descrizione" (nuova disciplina delle NerdOlimpiadi in Svervegia) che non riesco proprio ad impedirgli di passare avanti. E così una trama tutta particolareggiata di nozioni interessanti si riduce all'osso. Adesso si capisce come ho fatto a leggere le 800 pagine di It in 4 giorni a tempo perso... semplicemente ho saltato tutto il saltabile. Bhè in realtà non è vero, quando un libro me lo prestano ci faccio particolarmente attenzione e cerco di leggere tutto -o quasi- perchè so che poi non avrò il tempo di rileggerlo prima di restituirlo, e a volte chiedere alla gente di riprestarmi un libro potrebbe rivelarsi particolarmente imbarazzante... (del tipo "scusa, me lo ridaresti?" "sicuro, se vuoi posso tirartelo direttamente in testa o preferisci che te lo ficchi in un posto un pò meno elegante?")... si immagino una scena più o meno così...
Insomma, questo post è un pò per chiedere scusa a tutti i miei amichetti di questa estate: Bella Edward, Midori, Sumire, Eragon, Lestat etc etc... mi dispiace ragazzi!
E per finire una cosina un pò assurda. Stamattina mi è tornato in mente il nome del mio libro preferito alle elementari: "Sette giorni a Piro-Piro".
Peso.

sabato 1 agosto 2009

Casini zodiacali.

Di solito uno si affida ai segni per schiarirsi le idee, no? Io no. Cioè non posso! Secondo gli esperti quando sono nata io le stelle erano in un momento di sfascio totale, tutte sbattutissime e impegnate a smaltire una sbornia epocale, per questo la mia situazione zodiacale è leggermente un casino. Essendo nata il 16 dicembre sarei un Sagittario, un segno che mi piace, se non altro perchè il centauro è una creatura molto fantasy, (lo dico con lo stesso tono di un gay che dice "molto trendy") che ricorda miti e foreste incantate e quindi mi ispira. Ma come Sagittario non valgo una cippa: secondo Wikipedia "Le persone di questo segno zodiacale sono considerate aperte (chi, io?),ottimiste(eh?!), accoglienti e dotate di uno spiccato sentimento comunitario(ma anche no!). Hanno una mentalità aperta e, nei casi migliori, uno spirito umanitario che può portarle all'impegno sociale e politico (?!?!) o all'attività religiosa. Amanti della libertà, competono per il titolo di più chiacchieroni (cooooosa?!) con i Gemelli, vivono con entusiasmo (ma dove lo vedi?!)  e una certa dose di ingenuità, senza troppo radicarsi nelle loro esperienze, ma proiettati generosamente verso l'esterno (what's "esterno"?!) spesso e volentieri viaggiando." Oltre a questo aggiungiamo che come segno di fuoco dovrei essere superattiva ed atletica, calorosa e vivace. seeeeeee.
Se vogliamo trovare qualcosa che mi assomigli davvero dobbiamo spostarci sull'ascendente, il cancro: temperamento sensibile, timido, fantasioso, impressionabile, ansioso e vulnerabile. Ricerca sempre sicurezza e comprensione, desidera una casa propria, non butta via nulla. Materno e casalingo, sensibile, lunatico, un pò impreciso ma tenace e diplomatico. Di umore mutevole, la sensibilità è acuta, l'immaginazione feconda, attaccamento al passato. Il mondo interiore è ricco di ricordi e di rimpianti, tendenza a rinchiudersi in se stesso. Questo si che ha capito qualcosa.
Quindi mischiando le due descrizioni otteniamo:
Sagittario ascendente cancro: C’é qualcosa di familiare in loro – sono come i ragazzi della porta accanto. Quando entrano in un luogo, non lo fanno in maniera vistosa. Essi, invece, si mettono a lato e si fanno strada all’interno. In quanto piuttosto sensibili nei confronti dell’ambiente che li circonda, essi possono diventare nervosi molto facilmente, specialmente in pubblico.Quando si sentono minacciati, o se si trovano in una situazione inusuale, il loro primo istinto é quello di difendersi. Quando si trovano di fronte a nuove situazioni, essi possono tirarsi fuori immediatamente o comportarsi timidamente. In genere, essi si presentano come persone gentili. Sembrano molto dolci, talvolta anche innocenti. Di solito essi si rivelano come persone troppo timide da poter avvicinare.
Ma, le sorprese non finiscono mai! lo sapevate che in realtà le costellazioni sono 13? e che quindi se si volesse riformulare il sistema dei segni astrologici in base a questo alcuni segni verrebbero spostati? e io finisco per ritrovarmi ad essere un "Ofiuco" perchè sono nata un paio di giorni in anticipo. Che sfiga! "L’Ofiuco è la tredicesima costellazione dello zodiaco moderno e l’unica che non ha un corrispondente segno astrologico. L’Ofiuco, il cui nome deriva dal greco, vuol dire ‘Colui che tiene il serpente’ ed infatti la sua iconografia più nota è quella di un uomo che porta un serpente ed il cui corpo lo divide in due parti, la Coda del Serpente e la Testa del Serpente. La costellazione di Ofiuco è detta anche Serpentario e come le altre dodici costellazioni (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci) viene attraversata dal Sole nel suo cammino annuale attraverso la fascia dell’Eclittica. La sua posizione è tra il Sagittario e lo Scorpione (dal 30 novembre al 17 dicembre).
Lo zodiaco tropicale, su cui si basa il sistema astrologico classico, è stato diviso arbitrariamente in 12 parti uguali, solo per comodità, escludendo volontariamente l’Ofiuco perché renderebbe inesatte le attribuzione dei segni zodiacali a determinati mesi. In pratica i segni zodiacali hanno la durata di circa un mese solo per comodità: dodici mesi all’anno, dodici segni zodiacali, dodici costellazioni, più facile di così!"
L'unica cosa figa è che esiste un cavaliere dell'ofiuco: o meglio, un'amazzone, lei, Tisifone:

Sorvolando sull'armatura che ricorda un certo reggiseno di Madonna, ed anche sul fatto che lei è una dei cattivi (poi però si scopre che ha una cotta per Pegasus,ha ha!) l'è figa , no? Ma il mio preferito resta Aiolos del Sagittario:  (il cavaliere che muore prima dell'inizio della storia... porterà sfiga, sto Sagittario?!)




domenica 26 luglio 2009

Borderline (non leggere se temi che un giorno potrei farti paura)

Giuro che uno di questi giorni mi taglio le ve...
-cchie gonne da brava bambina fino a farne shorts ascellari e poi me ne vado tutta sculettante in tangenziale a fare l'autostop.
Credo che film fumetti e cartoni mi abbiano insegnato più di 2 anni di università. Ieri ho visto per la prima volta "ragazze interrotte", e c'era lei, Susanne, la bellissima Winona Ryder, che era affetta da una malattia psichiatrica: "disturbo da personalità borderline". Da quello che ho capito, è una specie di doppia personalità, ma mentre uno schizofrenico è sempre o Dr Jackill o Mr Hide, insomma ha sempre una personalità dominante che rinchiude l'altra nel profondo finchè questa non riemerge, un borderline si ritrova con due vocine opposte nella testa contemporaneamente, che tentano di coesistere, con risultati spesso catastrofici. Adesso, è vero che se ti convinci seriamente di avere una malattia, in uno modo o nell'altro ti ritroverai addosso tutti i sintomi... ma io sono certa di essere un pò borderline. In attenta analisi, c'è una parte di me che si crede il più orribile e disutile tra tutti gli esseri più inetti, infimi e disgustosi, e l'altra, che invece si crede la migliore di tutti quelli che conosce.
  • A: l'essere umano con meno autostima sulla faccia della terra
  • B: l'essere umano più orgoglioso che esista
A non fa che piangere: ogni volta che si allontana da qualcuno è fermamente convinta che non troverà mai nessun altro che se la caghi, è convinta che si merita ogni tipo di sofferenza e che queste sciocchezze siano solo l'inizio, è convinta che ogni volta che nn si sente a suo agio con gli altri la colpa sia solo del suo essere tanto incapace, crede che se gli altri trovano simpatico qualcuno che a lei non piace è solo perchè lei è troppo cattiva per vedere la bellezza di quel tale, è quella che quando tutto va bene deve per forza trovare il lato brutto, perchè sa di non meritare in nessun modo la felicità. A gode nel crogiolarsi nella propria sofferenza e cerca qualsiasi scusa per stare male.
B non fa che ridere: ogni volta che si allontana da qualcuno è fermamente convinta che sia tutta colpa sua e che l'altro si meriti una morte lenta e dolorosa, è convinta che il mondo sia fondamentalmente ingiusto e di essere perseguitata dalla sfiga, è convinta che quando non si sente a suo agio in un posto è solo perchè effittivamente il posto fa schifo e tutti le sono inferiori, crede che se gli altri trovano simpatico qualcuno che la disgusta, gli altri sono troppo idioti per capire quanto il tale sia disgustoso, è quella che quando tutto va bene gongola e pensa " ne voglio ancora" perchè si merita di più e di più. B gode nel crogiolarsi nella propria superiorità e cerca qualsiasi scusa per ridere dell'idiozia altrui.
Mi avete mai sentito piangere con tutta me stessa? no, non parlo di quando magari stiamo parlando di qualcosa di doloroso e mi escono le lacrimucce... parlo di quando devo correre a nascondermi in camera a premere la bocca contro il cuscino per non urlare, di quando tra un singhiozzo e l'altro fatico anche a respirare... dopo minuti di oblio, al culmine della crisi... attacco a ridere come un'isterica. Penso a quanto sono stupida io, e quanto è stupido chi mi fa piangere, penso a quanto possa sembrare ridicola ed ironica tutta la faccenda, vista da gli occhi di una persona superiore. E quindi mi calmo e smetto. Non è un a prova questa?!
In questo momento A e B nella mia testa fanno il ballo della vittoria e canticchiano "siamo in due, siamo in due, qua dentro siamo in due papapperoooo".
Un'altra prova? la mia strana preveggenza. Da non so più quanto tempo niente di ciò che mi accade, o meglio che non mi accade, mi stupisce più veramente. A e B, essendo entrambe parti di una personalità portata alla riflessione, ogni volta che sono in una situazione delicata pensano a tutti i suoi possibili sviluppi, con il risultato che la situzione finisce sempre per risolversi in modi che effettivamente avevo già previsto, anzi la maggior parte delle volte è la peggiore delle ipotesi ad avverarsi. In poche parole mi porto sfiga da sola: sapevo come sarebbe finita prima ancora che iniziasse a finire. A e B mi danno la perfetta visione bipolare, tutto e il contrario di tutto. Non mi stupisce quindi, che la sorpresa migliore degli ultimi mesi sia stata quando i miei mi hanno regalato Twilight per Pasqua. Wow.

martedì 21 luglio 2009

Here we are!

ci siamo! sta per uscirmi un post a ca*zo! eccolo eccolo vedo la sua testa (di ca*zo) ... eccolo, sta per farcela... è uscito! Perfetto,come disse una volta il saggio Hagrid: "meglio fuori che dentro"!
Dunque dicevamo? ah si si parlava di teste di caz*o. Siccome la madre dei cazzoni è sempre incinta, ormai ne siamo letteralmente sommersi. Davvero, quante volte per consolarvi di un torto vi hanno detto: "lascialo perdere, è un idiota?" a me di continuo. Ma dove andremo a finire, dico io. I giovani non hanno più valori, si stava meglio quando si stava peggio e non ci sono più le mezze stagioni.
Voglio andare a Vienna. Voglio ritornare che so il tedesco meglio dell'italiano, che peso 45 kg, che non sono più timida, che so cosa fare della mia vita. Insomma voglio tornare come se mi avessero rapito gli alieni, lavato il cervello con Perlana, e fatto una plastica total-body.
Forse la sto sopravvalutando un pò, povera Vienna. Ma non potrebbe andarmi bene, almeno una volta? la prima volta che ho davvero, davvero voglia di andarmene, di mandarli tutti a fanculo, di crescere e di cambiare, non potrebbe andarmi bene? per favore per favore per favore, ti prego ti supplico ti scongiuro, fai che vada bene anche a me, per una volta soltanto...
Ufff... grande demone celeste... ma ce li hai gli occhi?e le orecchie?! non sei stanco di sentirmi frignare?! non puoi farmi contenta per 5 mesi?
è perchè non ci credo neanche io? cambierebbe qualcosa se fossi convinta che stavolta andrà bene davvero? Mi dispiace, sono inciampata troppe volte per smettere di mettere le mani di avanti in attesa di colpi improvvisi...
Ma non è già abbastanza che io sia di nuovo in piedi e ci stia provando ancora? Che non ho fatto (troppe) cazzate e che sto (abbastanza...ehm... quasi...ehm...un pò?!) bene? Per una volta che voglio starfare, non puoi farmela passare liscia? o come sempre devo aspettare pazientemente di essere fulminata perchè ho osato troppo?